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Italia da primato tra sostenibilità, cultura biologica ed export
Friday, 17 February 2012 14:00

Italia da primato tra sostenibilità, cultura biologica ed export

 

Quando si parla di sostenibilità su vigneti e cantine e di “vino biologico”, il Belpaese si scopre all’avanguardia per la grande consapevolezza ed attenzione che dimostra per il rispetto dell’ambiente e della natura.

 

Nella commissione internazionale dedicata alla definizione del nuovo protocollo di calcolo dell’impronta carbonica dell’Organizzazione Internazione della Vigna e del Vigneto, l’Italia sarà rappresentata da “Ita.Ca”, acronimo di Italian Wine Carbon Calculator. Si tratta del primo calcolatore per il bilancio dell’anidride carbonica specifico per il settore vitivinicolo italiano, creato dallo Studio Agronomico Sata diretto dal Prof. Valenti e sostenuto dall’Università Statale di Milano. Più in particolare, il protocollo ha lo scopo di misurare le criticità, anche energetiche, delle aziende con un approccio di valutazione scientifica sulle emissioni di anidride carbonica in ogni fase della filiera e si pone l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e di migliorare la qualità del vino attraverso la viticoltura di precisione.

 

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Un’altra metodologia, altrettanto “bio” quanto sostenibile, è quella della produzione biologica che vede l’Italia ai primi posti nel mondo anche nell’esportazione dei prodotti. Secondo un’indagine di Ismea – Firab (Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica), nonostante le difficoltà della crisi economica, l’export di prodotti bio italiano registra un trend positivo e sembra confermare un buon dinamismo.

 

Tra i paesi al di fuori dell’UE, i principali sbocchi commerciali sono rappresentati da Svizzera, USA e Giappone; per la maggior parte delle aziende, l’attività di esportazione dovrebbe confermare la tendenza alla crescita, anche a un tasso sostenuto. Dall’indagine emerge anche una forte propensione alla ricerca di nuove mete commerciali, con una concentrazione maggiore sui Paesi emergenti come Russia, Cina e Brasile: l’accesso a questi mercati potrebbe aprire nuovi spazi alle aziende, con buone possibilità di consolidamento della presenza del biologico italiano nel mondo.

 

 

Fonte: Wine News

 

 

 
La ricetta - Peposo alla fornacina
Friday, 10 February 2012 12:15

La ricetta - Peposo alla fornacina

 

Ingredienti

1 kg di muscolo di chianina, 1 litro di Nicolò CMM, 20 chicchi di pepe nero, 5 spicchi d’aglio vestito, pane toscano a fette, un mazzetto di salvia e rosmarino, sale.

 

Procedimento

Disporre il muscolo tagliato a cubetti non troppo piccoli in una grossa pentola di coccio. Aggiungere gli spicchi d'aglio non pelati, il sale, il mazzetto di odori e il pepe. Coprire con il vino e far cuocere a calore moderato, in forno o sul fornello, per circa 5 ore fino a che la carne non risulti estremamente morbida.
Tostare le fette di pane, in forno o sulla griglia, versarci sopra il peposo e servire subito.

Per chi ha lo stomaco delicato, è possibile sostituire il pepe macinato con il pepe in chicchi, altrettanto gustoso.

 

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Le origini del peposo

Questa è solo una delle varianti della ricetta del peposo, un piatto tipico di Impruneta, paese delle colline fiorentine famoso per la lavorazione di manufatti in terracotta, mattoni ed altri materiali in cotto. Sono stati proprio gli addetti alla cottura dei mattoni nelle fornaci, i cosiddetti “fornacini”, che hanno creato questo tipico piatto toscano: in un angolo della fornace, mettevano un tegame di coccio con tutti gli ingredienti affogati nel vino; dopo 5 ore il piatto era pronto. Sembra che, durante la costruzione della cupola della Cattedrale di Santa Maria in Fiore di Firenze, i "fornacini" facessero largo uso di questa pietanza, assumendo insieme al peposo parecchio pane e robuste bevute di vino per ristorarsi dal lavoro quotidiano.

 

Curiosità

Proprio nel periodo della costruzione del Duomo di Firenze ha avuto origine il modo di definire "a ufo", ossia ciò che si otteneva senza pagare. Infatti, poiché tutti materiali destinati alla costruzione del Duomo erano esentasse, su di essi veniva scritto "Ad Usum Florentinae Operae", che venne poi abbreviato con la sigla "A U.F.O.".

 
Recipe of the season: winter's flavour
Wednesday, 01 February 2012 11:22

Pigeon breast with rice, foie gras and white truffle of San Miniato

 

Ingredients for 4 people

320 gr Carnaroli rice, 4 boneless red meat pigeon breasts, 40 gr white truffle of San Miniato, 60 gr goose foie gras, vegetable broth, 80 gr butter, 60 gr parmesan.

 

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Toast the rice in a pot with a butter knob, pour over hot vegetable broth and continue cooking for 16 minutes, adding the broth a bit at a time.
Meanwhile fry the pigeon breasts in a pan, with a little olive oil and rosemary. It’s important to do this, taking care to brown the meat from the skin to keep the juices and not to make it stringy.
Put in oven 3 minutes at 180 degrees. The meat should be pink inside.
Cut the foie gras into small cubes and add to the risotto 2 minutes before the end of the cooking.
Once finished cooking, remove the risotto from the heat, stir in butter and Parmesan cheese.
Let the risotto rest for few minutes before serving.
Meanwhile, cut the pigeon breasts into slices, adjust with salt and pepper.
Place rice on plates, add slices of pigeon and slice the truffle with a special mandolin.

 

Wine

COSIMO 2006, Cosimo Maria Masini, Red I.G.T. Tuscany

 
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