Cosimo Maria Masini – Passione Bioninamica !

COSIMO MARIA MASINI: PASSIONE BIODINAMICA!

lavorare in vigna quotidianamente, a contatto con le nostre piante, osservare, interpretare e rispettare la natura,
confrontandosi con essa con umiltà. Questo significa per noi fare vino.

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La BIODINAMICA, la nostra passione!

Fin dall’acquisizione della proprietà abbiamo coltivato i vigneti con metodo biologico e, dopo pochi anni, siamo passati alla Biodinamica, seguendo gli insegnamenti di Rudolf Steiner, filosofo tedesco che nel 1924, in una serie di conferenze tenute  a Koberwitz(Polonia), ed intitolate “Impulsi Scientifico Spirituali per il Progresso dell’Agricoltura”,  diede vita ad una filosofia e ad una meravigliosa pratica agricola, la Biodinamica

 La Biodinamica  è un passo ulteriore rispetto all’agricoltura biologica, infatti non solo esclude l’uso di concimi chimici di sintesi, ma addirittura cerca di rigenerare il terreno, attraverso  i preparati 500 e 501, che servono a rigenerare il terreno, aumentandone la fertilità e l’humus, affinchè le piante trovino un ambiente vitale, in cui crescere.

Le piante vengono considerate nel contesto complessivo, della natura e delle energie che ricevono dalla terra e dall’aria, dalla pioggia e dal vento, dalla luce e dal calore, dal sole e dalla luna, dai pianeti e dalle stelle, insomma le piante vivono in un microcosmo, ma fanno parte del sistema cosmico. Se questi fattori sono armonicamente bilanciati, la pianta cresce in salute e rigogliosa, fino al suo massimo potenziale, e dona un alimento buono, ricco di sapori e sano.

Fare agricoltura seguendo il metodo biodinamico ha reso possibile vedere il processo produttivo con occhi diversi. Portare a maturazione uve più equilibrate, e prive di sostanze chimiche di sintesi, ci ha spinto a cercare un metodo di vinificazione che ne conservi,  fedeli ed integre, le caratteristiche. E’ così che di anno in anno abbiamo iniziato ad eliminare i coadiuvanti enologici, come gli enzimi, i tannini ed i lieviti selezionati.

Le uve vengono raccolte a mano, in piccole cassette, per evitare che possano rovinarsi durante il trasporto. All’arrivo in cantina sono diraspate e da questo momento ogni vasca segue il suo corso, senza vincoli di protocolli prestabiliti , senza aggiunta di lieviti selezionati o di enzimi chimici.

Il nostro ruolo è diventato così quello di interpreti sensibili che, grazie alle conoscenze moderne, possono gestire in modo non invasivo le fermentazioni, regalando al consumatore vini autentici ambasciatori del territorio, nati da un processo esclusivamente naturale.

Il nostro obiettivo è conoscere fino in fondo il territorio  per acquisire la sensibilità necessaria a comprendere i ritmi della natura e le sue energie. Nella fase iniziale del nostro lavoro ci siamo chiesti che cosa significasse per noi fare vino e la risposta che ci siamo dati è che per noi significa interpretare un territorio ed un’annata, utilizzando l’uva, somma di tutte quelle variabili che entrano in gioco quando si lavora la materia vivente. Abbiamo voluto allontanarci dalla moderna enologia, che tende a “creare” vini, cercando condizioni standard, come in un laboratorio, dove tutto deve essere sotto controllo secondo programmi pianificati a tavolino e dettati dai “protocolli di produzione”.